L’iconografia mariana è nata per essere complemento della liturgia, a pari della parola, della quale ne è parte integrante.
Chi prega si rivolge all’immagine ma anche l’immagine parla a chi prega. Certamente però l’immagine usa un linguaggio simbolico, spesso di difficile comprensione a chi non è (o non è più…) abituato a conoscerlo e ad usarlo.
Un tempo il popolo partecipava molto di più alle celebrazioni e quindi conosceva bene il linguaggio simbolico delle immagini, per questo l’icona ha assunto, oltre al significato simbolico e storico, anche significato liturgico; essa rappresenta l’abbraccio tra Cristo e la Chiesa.
Della Madre di Dio esistono centinaia di modelli; per semplificarne l’identificazione sono stati raggruppati in una serie di tipologie principali, delle quali ne elenchiamo alcune.
- Madre di Dio Orante:
Ha le mani aperte, a coppa, come se la Madre fosse un calice e, nella chiesa bizantina, rappresenta la presentazione dei doni.
E’ sempre frontale, con le mani alzate. Collocata solitamente nelle absidi, può essere anche a mezzo busto. E’ un modello molto antico, una delle prime immagini raffiguranti la Madre di Dio. - Madre di Dio del Segno:
Detta anche Blachernitissa, è uguale alla Orante ma con uno spazio sul grembo (mandorla) dove compare il Bimbo cioè “Cristo nella Chiesa”.
L’aspetto è ancora a calice e rappresenta l’accoglienza dei doni. E’ detta anche Platitera, cioè la più vasta dei cieli.
E’ sempre frontale e può essere raffigurata anche a mezzo busto. La “mandorla” può esserci oppure no mentre il Bimbo, ovviamente, c’è sempre. - Madre di Dio Odighitria:
Odos, cammino. Odighitria, colei che indica il cammino.
E’ uno dei modelli più comuni, il Bimbo è scostato dalla Madre ed è un Bimbo già cresciuto, col volto più da adulto, e tiene tra le mani un cartiglio oppure è benedicente. Questo modello ha molti sinonimi perchè prende il nome dalle città in cui è venerato. - Madre di Dio Eleusa:
Detta anche della “tenerezza”, è la prima immagine ad apparire in Russia, rappresentata in moltissime versioni, la più famosa delle quali è quella detta “vladimirskaja” cioè di Vladimir.
Detta Glycophilousa – dolce amante – dai greci e Umilènie dai russi, è il Bimbo che illumina il Volto della Madre con un contatto materno.
Simbolicamente rappresenta l’eucarestia. - Madre di Dio Nicopeja:
Come la Vergine della tenerezza, simboleggia la presenza di Cristo nella Chiesa, l’aspetto liturgico è l’accoglienza di Cristo nella Chiesa. - Madre di Dio della Deesis:
Raffigurata senza Bimbo, a figura intera o a mezzo busto è sempre di tre/quarti rivolta verso il Cristo, presso il quale intercede per noi.
Rappresenta l’unione con il Cristo, nella seconda venuta; è già stato qui, lo aspettiamo di nuovo. - Madre di Dio in Trono:
Modello che nasce dall’adorazione dei Magi, all’inizio era rappresentata di profilo, poi si muta in frontale.
La Vergine non benedice; solo Cristo può farlo. Qui solitamente trattiene il Bimbo mentre questo, con la mano aperta, indica un saluto, oppure regge un cartiglio o benedice. - Madre di Dio Assunta:
E’ una tipologia latina, compare nella dormizione ma anche in qualche catino absidale di chiese. Tiene le due mani frontali che significa “purezza”.
Può avere anche la veste bianca. Liturgicamente rappresenta il momento di unione tra il Divino e il terreno; simbolicamente rappresenta la purezza che vince sul peccato.

